U VV TA-BDG Part III, Photos
le mie
quelle di mario
quelle di mariano
quelle di ugo
Tuesday, April 21, 2009
Buy Penn State Singlet
U VV TA-BDG Part II of the report
siamo partiti in 9 da Vittorio Veneto, di cui 6 intenzionati a percorrere l'intero tragitto previsto su per il Pizzoc, poi giù per il Gaviol, quindi attraverso Sella Fadalto e di nuovo su al Visentin, quindi su e giù lungo le creste del col de Moi, di Canidi, monte Crep, Cimone, Barbaria, Cesen e giù a Segusino per poi risalire il Massiccio del Grappa attraverso la dorsale Monfenera, Cima Tomba e Mandria, mulattiera del Boccaor quindi cima Grappa e infine giù a Pove e Bassano.
non nascondo che l'obiettivo era quello di bere l'aperitivo da Nardini! ;-)
nomi dei partecipanti:
Mario Marin (organizzatore e capogita)
Gabriele Bortolotto (il mitico Mudanda)
Fabio Granzotto (un giovane di 24 anni, molto ben promettente)
Matteo Grassi, cioè io
Moreno Piccin
Roberto Scandiuzzo
ad accompagnarci fino a sella Fadalto:
Alberto
e fino Pian de le Femene: Sonia and Antonio (by the way Sonia
He made just that day 40 years).
along the way we were cared for by two guardian angels:
Mariano and Hugh, who carried a big car in our parts and our supplies of food.
how it went: 8:45 am
one hand, a few minutes to trace the course and cross the square that we start to climb the steps and turns of St. Augusta, then from there with a few steep, but the same amount of rest , to the base of Pizzoc, all'Agnellezza and then with the last not quite painless effort to saddle Pizzoc, with a wind chill that has frozen in a flash on the sweaty jerseys.
fatti i primi +1400.
indossate le giacche a vento e le ghette (chi ce le aveva) ci siamo immersi nel bianco della neve, sprofondando quanto basta per andare piano, ma non tanto da rendere la fatica impossibile. bello il tratto di bosco fino a sbucare su una parete strapiombante sulla valle. di sotto i manufatti giganteschi dell'autostrada, dall'altra parte la parete del Visentin che ci attende.
siamo al Gaviol. discesa ripida e delicata lungo un canalino roccioso, con tanto di passaggio, per fortuna!, attrezzato di corde fisse e passerella in acciaio. poi una discesa fra ghiaie, o crode, rotolanti e massi e radici. insomma una discesa che se non affrontata con la dovuta cautela oltre che le gambe rischia di spaccarti un po' tutto.
sella Fadalto ore 13 circa. ritroviamo per la prima volta l'auto con i nostri angeli. c'è chi si cambia la maglia, chi i calzini o le scarpe, ma soprattutto ci si reidrata con bevande isotoniche e si spizzica qualcosa: un po' di crostata, merendine, barrette, gel. tutto nella norma.
attraversiamo la valle e prendiamo a salire prima per stradina poi per sentiero mozzafiato i circa +1300 metri di dislivello che ci separano dalla sommità del colle.
inizia la neve ma è compatta e si sale bene, c'è un vento gelido e sul Pizzoc è tutto nero, tuona, lo stesso in val Belluna, sopra di noi no, per fortuna è sereno, o quasi, solo ogni tanto qualche goccia portata dal vento. si arriva in cresta sempre con una vista ampia che va dal bellunese a Vittorio Veneto. si vede benissimo la valle, l'autostrada, ovvio, e i piccoli paesi, Serravalle..., ma anche Fregona ai piedi del Cansiglio.
arrivati su c'è ancora un bel pezzo da attraversare per arrivare al Visentin e all'omonimo rifugio. ma quando arriviamo... ci sono già Ugo e Mariano che ci aspettano sbracciandosi, poi entriamo nell'ATRIO, altro che atrio, tutto nero, non si vede nulla, camminiamo a tentoni per non sbattere o inciampare, poi tre lumini (normalissime lampade a basso consumo), ma tant'è, venendo dal bagliore di fuori ci vuole un bel po' per abituarsi.
il gestore è cordiale anche se ci attendeva, chissà perché? per l'una, saranno invece almeno le 15.30.
ci ha preparato una pignatta di minestrone, bello carico, con tanto di musetto. ma come non bastasse lo si addiziona di pane e tanto ma tanto formaggio. c'è anche chi opta per panini (soppressa e formaggio, ovvio!) e comunque tutti ci si ristora con una modica quantità di birra. da non crederci, almeno per me, nuovo di queste esperienze. ingurgitare quella roba (ben di dio si intende, ma con che digeribilità?).
si riparte, non tanto di slancio, ma si riparte, in discesa, dove già alle prime curve ci si ferma a fare un po' di pipì, sulla neve: O_O
ma che roba è quella? siamo malati??
giallo zafferano. ah, gli integratori!
al pian de le Femene salutiamo Sonia e Toni che ci hanno fin here together. I do not remember if it were 17 or even later.
us refreshed yet (we have not hungry, but we know that we still have an easy stretch in front and then it's okay to replenish and stock up. The descent of the Passo San Boldo is beautiful, already known to those who participated in the foothills of the great raid last year, with the difference that here, now, there is a thread of mist, even the air is clean and stand down below the hills from Vittorio Veneto along our mountain to Valdobbiadene, the Prosecco area but also the various hamlets and lakes Revine.
pitch San Boldo the sky turns dark, it begins to brown. Hugh and Marian are correctly refreshed, missing poco alle 8, in trattoria. ma mangiano in fretta per venire a prepararci ancora panini e a farci compagnia. che angeli!
siamo quasi pronti con addosso indumenti leggeri e quelli pesanti, per la notte, nello zaino. ma in pochi istanti vien subito freddo e allora ci sia aggiunge uno strato, ma non si fa in tempo a finire che ora è buio e serve subito la lampada. insomma, altri 10 minuti per mettersi addosso ed equipaggiarsi al completo per la traversata notturna.
e si va in salita. per comoda stradina, poi per sentiero nel bosco. si sbuca in alto in un sentiero un po’ esposto, ma emozionante, con tutte quelle lucine là sotto. poi facciamo un tratto sul versante nord, Vallon Scuro, e risbuchiamo sul crinale alla forcella Foran, da qui on steep ridge to the summit of the Col de Moi. are 22, there is no wind, under the lights of civilization, the eternal high in the firmament. cross the metal tower illuminated by the front, Gabriel, who signed the summit book for everyone. then turn off the lights and admire the stars.
you depart for Praderadego, downhill and back uphill, pretty hard to Canidae, and then a dull and endless stretch up to the fork of the Faith, Mount Crep. We have a little 'pods, already on the rise and then this long ups and downs. we stopped in the Hills, closed to expect. Arriva Roby, sad, and says that he's going to stop, give up. The following km we spend to make him change his mind, but it is not true it most.
entered the shelter in the night moves in slow motion and is pale. gets all decked by the fire to warm up. we too have suffered from the cold of the night. the operator stayed awake waiting for a chat and bring us a hot tea, apple strudel with whipped cream and then why not a beer.
Meanwhile Hugh and Marian, who slept in the room, stood up to come and greet, more angels. Roby
a hug, and we are again at a good pace, up to and Mount Cimone Grava. from here we should go straight to Mariech hut, but the frozen snow and steep slopes on the ridge and move us from here, as Mario continues to repeat itself, "a series of chain assessments approximate, "they made us take a small road in the first downhill, then down a steep forest, then slip without a real reason in a treacherous gully branches plagued by piles of rocks and deep snow to the waist, until we We faced the road blocked by a rock wall. ascent was tiring, not because of the difference, not so much snow, but because it was already clear that the goal was faded. and after a long pilgrimage along new roads and tracks, sometimes with a renewed glimmer of hope, here we are, now the morning light, to retrace our steps and regain the night before, like in a movie Tarkowskij, the refuge of Posa Puner.
not we can do is have breakfast and call our angels, already in the street to visit us on Toomba to lead us down with their cars.
sad sad We go close in the car that leads us to Segusino, home Vanio that awaited us at the dawn with coffee, pastries and a few bowls of wine.
to extract all the food that we have not eaten and we feast.
despite everything we are calm, a bit 'of bitter taste in my mouth remains, but the experience was so beautiful and exciting that makes us say it now: when will we come together to complete it?
siamo partiti in 9 da Vittorio Veneto, di cui 6 intenzionati a percorrere l'intero tragitto previsto su per il Pizzoc, poi giù per il Gaviol, quindi attraverso Sella Fadalto e di nuovo su al Visentin, quindi su e giù lungo le creste del col de Moi, di Canidi, monte Crep, Cimone, Barbaria, Cesen e giù a Segusino per poi risalire il Massiccio del Grappa attraverso la dorsale Monfenera, Cima Tomba e Mandria, mulattiera del Boccaor quindi cima Grappa e infine giù a Pove e Bassano.
non nascondo che l'obiettivo era quello di bere l'aperitivo da Nardini! ;-)
nomi dei partecipanti:
Mario Marin (organizzatore e capogita)
Gabriele Bortolotto (il mitico Mudanda)
Fabio Granzotto (un giovane di 24 anni, molto ben promettente)
Matteo Grassi, cioè io
Moreno Piccin
Roberto Scandiuzzo
ad accompagnarci fino a sella Fadalto:
Alberto
e fino Pian de le Femene: Sonia and Antonio (by the way Sonia
He made just that day 40 years).
along the way we were cared for by two guardian angels:
Mariano and Hugh, who carried a big car in our parts and our supplies of food.
how it went: 8:45 am
one hand, a few minutes to trace the course and cross the square that we start to climb the steps and turns of St. Augusta, then from there with a few steep, but the same amount of rest , to the base of Pizzoc, all'Agnellezza and then with the last not quite painless effort to saddle Pizzoc, with a wind chill that has frozen in a flash on the sweaty jerseys.
fatti i primi +1400.
indossate le giacche a vento e le ghette (chi ce le aveva) ci siamo immersi nel bianco della neve, sprofondando quanto basta per andare piano, ma non tanto da rendere la fatica impossibile. bello il tratto di bosco fino a sbucare su una parete strapiombante sulla valle. di sotto i manufatti giganteschi dell'autostrada, dall'altra parte la parete del Visentin che ci attende.
siamo al Gaviol. discesa ripida e delicata lungo un canalino roccioso, con tanto di passaggio, per fortuna!, attrezzato di corde fisse e passerella in acciaio. poi una discesa fra ghiaie, o crode, rotolanti e massi e radici. insomma una discesa che se non affrontata con la dovuta cautela oltre che le gambe rischia di spaccarti un po' tutto.
sella Fadalto ore 13 circa. ritroviamo per la prima volta l'auto con i nostri angeli. c'è chi si cambia la maglia, chi i calzini o le scarpe, ma soprattutto ci si reidrata con bevande isotoniche e si spizzica qualcosa: un po' di crostata, merendine, barrette, gel. tutto nella norma.
attraversiamo la valle e prendiamo a salire prima per stradina poi per sentiero mozzafiato i circa +1300 metri di dislivello che ci separano dalla sommità del colle.
inizia la neve ma è compatta e si sale bene, c'è un vento gelido e sul Pizzoc è tutto nero, tuona, lo stesso in val Belluna, sopra di noi no, per fortuna è sereno, o quasi, solo ogni tanto qualche goccia portata dal vento. si arriva in cresta sempre con una vista ampia che va dal bellunese a Vittorio Veneto. si vede benissimo la valle, l'autostrada, ovvio, e i piccoli paesi, Serravalle..., ma anche Fregona ai piedi del Cansiglio.
arrivati su c'è ancora un bel pezzo da attraversare per arrivare al Visentin e all'omonimo rifugio. ma quando arriviamo... ci sono già Ugo e Mariano che ci aspettano sbracciandosi, poi entriamo nell'ATRIO, altro che atrio, tutto nero, non si vede nulla, camminiamo a tentoni per non sbattere o inciampare, poi tre lumini (normalissime lampade a basso consumo), ma tant'è, venendo dal bagliore di fuori ci vuole un bel po' per abituarsi.
il gestore è cordiale anche se ci attendeva, chissà perché? per l'una, saranno invece almeno le 15.30.
ci ha preparato una pignatta di minestrone, bello carico, con tanto di musetto. ma come non bastasse lo si addiziona di pane e tanto ma tanto formaggio. c'è anche chi opta per panini (soppressa e formaggio, ovvio!) e comunque tutti ci si ristora con una modica quantità di birra. da non crederci, almeno per me, nuovo di queste esperienze. ingurgitare quella roba (ben di dio si intende, ma con che digeribilità?).
si riparte, non tanto di slancio, ma si riparte, in discesa, dove già alle prime curve ci si ferma a fare un po' di pipì, sulla neve: O_O
ma che roba è quella? siamo malati??
giallo zafferano. ah, gli integratori!
al pian de le Femene salutiamo Sonia e Toni che ci hanno fin here together. I do not remember if it were 17 or even later.
us refreshed yet (we have not hungry, but we know that we still have an easy stretch in front and then it's okay to replenish and stock up. The descent of the Passo San Boldo is beautiful, already known to those who participated in the foothills of the great raid last year, with the difference that here, now, there is a thread of mist, even the air is clean and stand down below the hills from Vittorio Veneto along our mountain to Valdobbiadene, the Prosecco area but also the various hamlets and lakes Revine.
pitch San Boldo the sky turns dark, it begins to brown. Hugh and Marian are correctly refreshed, missing poco alle 8, in trattoria. ma mangiano in fretta per venire a prepararci ancora panini e a farci compagnia. che angeli!
siamo quasi pronti con addosso indumenti leggeri e quelli pesanti, per la notte, nello zaino. ma in pochi istanti vien subito freddo e allora ci sia aggiunge uno strato, ma non si fa in tempo a finire che ora è buio e serve subito la lampada. insomma, altri 10 minuti per mettersi addosso ed equipaggiarsi al completo per la traversata notturna.
e si va in salita. per comoda stradina, poi per sentiero nel bosco. si sbuca in alto in un sentiero un po’ esposto, ma emozionante, con tutte quelle lucine là sotto. poi facciamo un tratto sul versante nord, Vallon Scuro, e risbuchiamo sul crinale alla forcella Foran, da qui on steep ridge to the summit of the Col de Moi. are 22, there is no wind, under the lights of civilization, the eternal high in the firmament. cross the metal tower illuminated by the front, Gabriel, who signed the summit book for everyone. then turn off the lights and admire the stars.
you depart for Praderadego, downhill and back uphill, pretty hard to Canidae, and then a dull and endless stretch up to the fork of the Faith, Mount Crep. We have a little 'pods, already on the rise and then this long ups and downs. we stopped in the Hills, closed to expect. Arriva Roby, sad, and says that he's going to stop, give up. The following km we spend to make him change his mind, but it is not true it most.
entered the shelter in the night moves in slow motion and is pale. gets all decked by the fire to warm up. we too have suffered from the cold of the night. the operator stayed awake waiting for a chat and bring us a hot tea, apple strudel with whipped cream and then why not a beer.
Meanwhile Hugh and Marian, who slept in the room, stood up to come and greet, more angels. Roby
a hug, and we are again at a good pace, up to and Mount Cimone Grava. from here we should go straight to Mariech hut, but the frozen snow and steep slopes on the ridge and move us from here, as Mario continues to repeat itself, "a series of chain assessments approximate, "they made us take a small road in the first downhill, then down a steep forest, then slip without a real reason in a treacherous gully branches plagued by piles of rocks and deep snow to the waist, until we We faced the road blocked by a rock wall. ascent was tiring, not because of the difference, not so much snow, but because it was already clear that the goal was faded. and after a long pilgrimage along new roads and tracks, sometimes with a renewed glimmer of hope, here we are, now the morning light, to retrace our steps and regain the night before, like in a movie Tarkowskij, the refuge of Posa Puner.
not we can do is have breakfast and call our angels, already in the street to visit us on Toomba to lead us down with their cars.
sad sad We go close in the car that leads us to Segusino, home Vanio that awaited us at the dawn with coffee, pastries and a few bowls of wine.
to extract all the food that we have not eaten and we feast.
despite everything we are calm, a bit 'of bitter taste in my mouth remains, but the experience was so beautiful and exciting that makes us say it now: when will we come together to complete it?
Thursday, April 9, 2009
Steps On How To Masterbate With Fingers
TEC - Crossing the Hills Hills - April 5, 2009 - Part III "The story"
non saprei proprio da dove iniziare.
forse dal giorno prima, su e giù per i monti della Madonna e del Grande, sotto la pioggerellina fina delle 7 del mattino, ancora un po' buio, nel silenzio totale di uomini e motori, ma con un gran baccano di uccelli vivaci e chiacchieroni. e l'aria pesante, umida, con odori intensi, profumi di fiori e di fango. Tanto fango per terra e acqua che scorre a rivoli giù per la traccia dei sentieri. L'emozione e perché no quel po' di tensione per la tracciatura corretta del percorso: "un nastro qua sì che ci vuole, uno anche qua... dunque quando si sale si vede prima quel ramo, allora ne metto uno anche lì" eccetera. Le frecce tracciate con lo spray sull'asfalto bagnato e la sorpresa frammista a bestemmie nell'attimo in cui allo strattone per estrarre il nastro dallo zaino non s'è opposta resistenza: "cazzo è finito". La discesa a Teolo e la ricerca presso i pochi manovali al lavoro, ma niente "mi tocca tornare all'auto e andare in cerca di una ferramenta".
La ripartenza dalle Fiornie, col sole che spunta e l'aria che si fa via via più fresca e leggera.
Gli ultimi metri per il Groppetto e la svolta della chiesa, poi una banana sbranata al parcheggio e il pranzo veloce ma sostanzioso con mezzo pacco di pasta solo per me. wow!
o forse dovrei cominciare dall'arrivo di cristina e simone, compagni d'avventura di spiritotrail, o dal sopralluogo a Villa con il piacevolissimo incontro dei "mitici" Evelina e Fernando. o dalla cena - mamma mia che abbuffata, roba da stendere un camionista - a casa di Davide >sacco < face="Courier New">
no, no, sicuramente un racconto ben fatto dovrebbe comprendere tutto ciò che sta a monte. i mesi passati, le molte riunioni con gli amici della Giovane Montagna, le difficoltà affrontate e risolte, le piccole soddisfazione nel vedere che tanto impegno nella promozione ha portato i suoi frutti.
macché , ora cancello tutto e riparto da zero. descrivo le sensazioni di corsa. la preparazione che cresce, il ritmo nelle gambe e nella testa, i record sui percorsi d'allenamento. ma dovrei anche rendere conto di quei dolorini alle gambe, come piccoli crampi, e delle dosi massicce di noci e banane e dei massaggi miracolosi con la crema per gambe di donna. per non tralasciare infine la stanchezza del mattino alle 5 e quaranta quando sceso dal letto sento i glutei un bel po' indolenziti e penso "ma chi me l'ha fatto fare di andare a balissare il percorso?".
anzi no! è meglio partire dall'incontro coi cari amici cip e ciop , ops . Gabriele e Roberto, dalle solite quattro monade davanti alle auto e poi via, con calma, verso Villa di Teolo . e già che ci sono, a ben pensarci, potrei raccontare degli incontri e dei re-incontri durante il pre gara. mmmhh , no. impossibile, sono troppi. allora, fra tutti, potrei scegliere quei brevi frammenti trascorsi col >cesta <, Daniele, emozionato come me, se non di più: per lui era la prima volta, per me è sempre come se lo fosse. faccia al muro di pietra, affiancati, lo estraiamo dalle braghette e facciamo pipì.
sì è vero sono tante le cose, sin troppe, che sono successe.
e allora via con la corsa alle otto e zero zero. via come schegge nei primi metri d'asfalto per non rimanere intruppati, via nel primo budello fangoso col primo concorrente, Loris Fanton , già bello lontano. via sulle prime climbs where I go as a powerful locomotive Mirko Righele , lightweight stretch away into the woods and run the 42 kilometers (40 to be exact) alone, always alone.
ensure that this is new, so many years I had never happened. sometimes behind, a few hundred meters two colored dots: one orange and one black.
then dried at 28 ° to the nth curve I see them almost sideways, a few meters, the two pursuers. Beppe and Roberto, and soon Beppe pass me and walks away. Robert is gone, and so instead, always alone will end the race. a bit 'slow. hard yes, but without strafare. e dopo l'ultima salita, com'è noto, c'è l'ultima discesa, l'ultimo chilometro, l'ultima curva e...: Selena , Vico e Viola!
"eccolo che arriva", e io: "ciao piccoli". poi Ludovico che mi affianca e mi supera, parandomisi davanti (che agonista). poi però è troppo lunga fino all'arrivo e si ferma per il troppo sforzo. "torno subito", e così ho fatto: tempo di andare a registrami all'arrivo e ritorno indietro per via Groppetto dove raggiungo di nuovo Ludovico e così corriamo assieme gli ultimi metri fino al traguardo.
mi sa che è questo il most beautiful moment.
for the first time my kids waiting for the arrival: a perfect passing of the baton between the past and the future, a look ahead, a message of hope that gives me joy.
---
for the record:
4th place, with the unofficial time of 4h 03 '09 "
a bit' photos:
Daniela Coco> lele ... <
Francesco Zanchetta> Checo ... <
Moroso> sacco75 < ...
red santa GM-Pd ...
non saprei proprio da dove iniziare.
forse dal giorno prima, su e giù per i monti della Madonna e del Grande, sotto la pioggerellina fina delle 7 del mattino, ancora un po' buio, nel silenzio totale di uomini e motori, ma con un gran baccano di uccelli vivaci e chiacchieroni. e l'aria pesante, umida, con odori intensi, profumi di fiori e di fango. Tanto fango per terra e acqua che scorre a rivoli giù per la traccia dei sentieri. L'emozione e perché no quel po' di tensione per la tracciatura corretta del percorso: "un nastro qua sì che ci vuole, uno anche qua... dunque quando si sale si vede prima quel ramo, allora ne metto uno anche lì" eccetera. Le frecce tracciate con lo spray sull'asfalto bagnato e la sorpresa frammista a bestemmie nell'attimo in cui allo strattone per estrarre il nastro dallo zaino non s'è opposta resistenza: "cazzo è finito". La discesa a Teolo e la ricerca presso i pochi manovali al lavoro, ma niente "mi tocca tornare all'auto e andare in cerca di una ferramenta".
La ripartenza dalle Fiornie, col sole che spunta e l'aria che si fa via via più fresca e leggera.
Gli ultimi metri per il Groppetto e la svolta della chiesa, poi una banana sbranata al parcheggio e il pranzo veloce ma sostanzioso con mezzo pacco di pasta solo per me. wow!
o forse dovrei cominciare dall'arrivo di cristina e simone, compagni d'avventura di spiritotrail, o dal sopralluogo a Villa con il piacevolissimo incontro dei "mitici" Evelina e Fernando. o dalla cena - mamma mia che abbuffata, roba da stendere un camionista - a casa di Davide >sacco < face="Courier New">
no, no, sicuramente un racconto ben fatto dovrebbe comprendere tutto ciò che sta a monte. i mesi passati, le molte riunioni con gli amici della Giovane Montagna, le difficoltà affrontate e risolte, le piccole soddisfazione nel vedere che tanto impegno nella promozione ha portato i suoi frutti.
macché , ora cancello tutto e riparto da zero. descrivo le sensazioni di corsa. la preparazione che cresce, il ritmo nelle gambe e nella testa, i record sui percorsi d'allenamento. ma dovrei anche rendere conto di quei dolorini alle gambe, come piccoli crampi, e delle dosi massicce di noci e banane e dei massaggi miracolosi con la crema per gambe di donna. per non tralasciare infine la stanchezza del mattino alle 5 e quaranta quando sceso dal letto sento i glutei un bel po' indolenziti e penso "ma chi me l'ha fatto fare di andare a balissare il percorso?".
anzi no! è meglio partire dall'incontro coi cari amici cip e ciop , ops . Gabriele e Roberto, dalle solite quattro monade davanti alle auto e poi via, con calma, verso Villa di Teolo . e già che ci sono, a ben pensarci, potrei raccontare degli incontri e dei re-incontri durante il pre gara. mmmhh , no. impossibile, sono troppi. allora, fra tutti, potrei scegliere quei brevi frammenti trascorsi col >cesta <, Daniele, emozionato come me, se non di più: per lui era la prima volta, per me è sempre come se lo fosse. faccia al muro di pietra, affiancati, lo estraiamo dalle braghette e facciamo pipì.
sì è vero sono tante le cose, sin troppe, che sono successe.
e allora via con la corsa alle otto e zero zero. via come schegge nei primi metri d'asfalto per non rimanere intruppati, via nel primo budello fangoso col primo concorrente, Loris Fanton , già bello lontano. via sulle prime climbs where I go as a powerful locomotive Mirko Righele , lightweight stretch away into the woods and run the 42 kilometers (40 to be exact) alone, always alone.
ensure that this is new, so many years I had never happened. sometimes behind, a few hundred meters two colored dots: one orange and one black.
then dried at 28 ° to the nth curve I see them almost sideways, a few meters, the two pursuers. Beppe and Roberto, and soon Beppe pass me and walks away. Robert is gone, and so instead, always alone will end the race. a bit 'slow. hard yes, but without strafare. e dopo l'ultima salita, com'è noto, c'è l'ultima discesa, l'ultimo chilometro, l'ultima curva e...: Selena , Vico e Viola!
"eccolo che arriva", e io: "ciao piccoli". poi Ludovico che mi affianca e mi supera, parandomisi davanti (che agonista). poi però è troppo lunga fino all'arrivo e si ferma per il troppo sforzo. "torno subito", e così ho fatto: tempo di andare a registrami all'arrivo e ritorno indietro per via Groppetto dove raggiungo di nuovo Ludovico e così corriamo assieme gli ultimi metri fino al traguardo.
mi sa che è questo il most beautiful moment.
for the first time my kids waiting for the arrival: a perfect passing of the baton between the past and the future, a look ahead, a message of hope that gives me joy.
---
for the record:
4th place, with the unofficial time of 4h 03 '09 "
a bit' photos:
Daniela Coco> lele ... <
Francesco Zanchetta> Checo ... <
Moroso> sacco75 < ...
red santa GM-Pd ...
Monday, April 6, 2009
Wordpress Milenavelba
TEC - Crossing the Hills Hills - April 5, 2009 - Part II "video"
I asked my wife to come with children to meet me on arrival. but instead of finishing me off them are found in Groppetto, just after the grafting of Way of the Cross ... when there were still 300 meters fast.
(which is just a taste of what I will be up in the near future?)
Pokemon Heart Gold Route 35
Thursday, April 2, 2009
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